Malcolm X è lo pseudonimo di Malcolm Little, uno dei maggiori attivisti per i diritti civili dei neri negli Stati Uniti. Malcolm X nasce il 19 maggio 1925 a Omaha, nello Stato del Nebraska. In questi anni, negli Stati Uniti, i neri sono ancora molto discriminati. I genitori di Malcolm fanno parte di un movimento per i diritti della gente di colore. Nel 1931 il padre di Malcolm viene ucciso da un gruppo razzista. La madre, dopo un esaurimento nervoso, è rinchiusa in manicomio. Malcolm, rimasto solo, a 16 anni lascia la scuola.

Sopravvive con attività illegali, come rapine e gioco d’azzardo. Nel 1946 viene arrestato. In carcere comincia a frequentare la Nazione dell’Islam: un movimento religioso che lotta in modo radicale per la libertà dei neri. Nel 1952 Malcolm esce dal carcere, dove si è convertito alla religione musulmana, e diventa il portavoce ufficiale della Nazione dell’Islam. Porta nel gruppo molti nuovi membri, tra i quali il famoso pugile Cassius Clay. Al contrario di Martin Luther King, il leader nero che predica la non violenza, Malcolm X crede che la lotta per i diritti civili dei neri debba essere combattuta con ogni mezzo necessario.

Malcolm rinuncia al proprio cognome, Little, e sceglie di sostituirlo con una X. Lo fa per ricordare che i neri d’America discendono da schiavi africani, che hanno ereditato i cognomi dai loro padroni bianchi. Grazie alla sua grinta e al suo enorme carisma, Malcolm diventa molto popolare tra i neri, ma attira anche invidie e rivalità. Negli anni ’60 entra in conflitto con i vertici della Nazione dell’Islam. Nel 1964 abbandona l’organizzazione.

Il 13 aprile dello stesso anno lascia gli Stati Uniti. Parte per un pellegrinaggio alla Mecca, la città sacra dell’Arabia Saudita, dove ogni buon musulmano deve recarsi almeno una volta. È un’esperienza che gli dà occasione di riflettere. Capisce che la religione musulmana può superare le differenze tra le razze. Si convince che il futuro dei neri non sta nella violenza ma nella convivenza pacifica coi bianchi.

Torna in America e comincia a predicare il suo nuovo messaggio di armonia. I suoi ex compagni della Nazione dell’Islam lo vivono come un tradimento. Malcolm riceve perfino delle minacce di morte. Il 21 febbraio 1965, mentre Malcolm tiene un discorso pubblico a New York, alcuni killer aprono il fuoco contro di lui. Malcolm X muore all’età di 39 anni. Ma ormai la sua figura fa parte del mito. Malcolm X diventerà un simbolo nella lotta per l’uguaglianza dei neri.

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