Fino all’ultimo respiro è un film del 1960 diretto dal regista francese Jean-Luc Godard.



Il film, tratto da un soggetto di François Truffaut, è il primo lungometraggio di Godard. All’epoca trentenne, il giovane regista aveva iniziato come critico scrivendo per la rivista “Cahiers du Cinéma”.



Il protagonista del film, un piccolo delinquente di nome Michel Poiccard, è interpretato da Jean-Paul Belmondo.

Al suo fianco l’attrice Jean Seberg, che veste i panni di Patricia Franchini, una giovane americana di cui Michel è innamorato.



A Marsiglia, una mattina Michel ruba una macchina e scappa.

Inseguito dalla polizia, è costretto a fermarsi in mezzo alla campagna per un guasto. Tenta di nascondersi, ma viene raggiunto e uccide un poliziotto.



Arrivato a Parigi, incontra l’amica Patricia. Senza raccontarle dell’omicidio, le propone di fuggire con lui, ma la ragazza rifiuta.



Braccato dalla polizia, Michel si mette alla ricerca di Antonio Barriaga, un amico che gli deve del denaro, ma che non riesce a rintracciare.



Il giorno dopo, due poliziotti fanno visita a Patricia e così lei viene a sapere dell'omicidio. Dopo aver negato, la ragazza afferma di conoscere Michel, ma di non sapere dove si trovi.



La sera Michel e Patricia girano per le strade di Parigi e alla fine trovano rifugio nello studio fotografico di un’amica.



La mattina seguente, la ragazza telefona alla polizia e rivela l'indirizzo del nascondiglio. In preda ai sensi di colpa, avverte però Michel e lo invita a fuggire.

Deluso dal tradimento, Michel decide di non scappare e una volta uscito in strada viene ucciso dai poliziotti.



Acclamato da spettatori e critici, Fino all’ultimo respiro viene rifiutato al Festival di Cannes del 1960, aggiudicandosi però al Festival di Berlino l’Orso d’argento per la miglior regia.



Innovativo per lo stile e per i temi, il film di Godard rappresenta un vero e proprio saggio sul caos interiore che pervade la società contemporanea.

Inoltre, scardinando le regole classiche di ripresa e montaggio, Fino all’ultimo respiro si pone come manifesto della Nouvelle Vague, movimento di giovani registi francesi che rivoluzionerà in modo radicale il cinema.

Join OVO
* required fields

By proceeding with the registration I declare I have read and accepted the

Join OVO
OR
SIGN UP
  •   Forgot your password?
Reset your password