Caterina II, conosciuta come Caterina la Grande, è imperatrice di Russia dal 1762 al 1796. Nasce il 21 aprile 1729 a Stettino, nell’attuale Polonia. Figlia di un principe tedesco, a 16 anni si converte alla fede ortodossa e si sposa con il futuro zar di Russia Pietro III. Il matrimonio si rivela infelice: la durezza e la chiusura di Pietro si scontrano con la cultura e l’intelligenza di Caterina. Alla morte dell’imperatrice Elisabetta, nel gennaio 1762 Pietro viene incoronato zar. Meno di sei mesi dopo, una congiura di palazzo lo depone e porta all’ascesa al trono di Caterina: è il 20 giugno 1762.

Nel mese successivo, Pietro viene assassinato: il ruolo di Caterina nella congiura e nell’uccisione di Pietro non sarà mai chiarito. Colta e raffinata, Caterina s’impegna nella modernizzazione del paese, cercando di avvicinarlo ai grandi stati europei. Istituisce scuole e orfanotrofi, finanzia la costruzione di ospedali e la diffusione di farmacie e sostiene l’Accademia di Belle Arti.

Ispirandosi ai lavori d’illuministi come Beccaria e Montesquieu, avvia una revisione dell’apparato giudiziario e legislativo: per svolgere questo lavoro nel 1767 convoca una rappresentanza di tutte le classi sociali, con l’eccezione del clero e dei cosiddetti servi della gleba, contadini costretti a lavorare in condizioni vicine alla schiavitù. Il lavoro della commissione si rivela però un fallimento: la Russia è troppo diversa dall’Europa a cui Caterina si ispira. Pochi anni più tardi Caterina affronta una rivolta contadina guidata da Yemelyan Pugachev, un ex soldato che dichiara di essere lo zar Pietro III, sopravvissuto alla congiura di corte.

Pugachev tiene impegnato l’esercito per oltre un anno e solo nel gennaio 1775 viene arrestato e giustiziato. Temendo la possibilità di nuove rivolte, Caterina rinsalda i legami con l’aristocrazia. Suddivide il suo vasto impero in province e distretti dotati di una relativa autonomia, e li affida al governo di nobili locali. Nel corso degli anni concede agli aristocratici privilegi sempre maggiori, lasciandogli il controllo totale sulla vita dei servi della gleba. In politica estera, concorda con le alleate Austria e Prussia la spartizione dei territori della Polonia, allargando i confini russi verso Ovest.

Impegna il paese in due guerre contro l’Impero Ottomano, che portano prima all’indipendenza della Crimea e poi all’annessione dell’area da parte della Russia. Negli stessi anni, Caterina si difende con successo in una guerra scatenata dalla Svezia nel tentativo di riconquistare alcuni territori sul Mar Baltico. Caterina muore il 17 novembre 1796, a 67 anni. Continuando l’opera di Pietro il Grande, Caterina rafforza il potere imperiale, dando alla Russia un ruolo di primo piano tra le potenze europee.

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