Lorenzo de’ Medici - detto il Magnifico - governa Firenze nella seconda metà del XV secolo. Politico di eccezionale abilità, è anche un grande mecenate ed intellettuale. Nasce a Firenze il primo gennaio 1449 da Piero di Cosimo il Vecchio e Lucrezia Tornabuoni. I Medici sono una facoltosa famiglia di mercanti e banchieri che governa di fatto la città, sebbene questo loro ruolo non sia formalizzato da un’investitura ufficiale. Lorenzo riceve un’ottima educazione in campo umanistico e in gioventù inizia a comporre poemi e novelle. La passione per la scrittura lo accompagna per tutta la vita e negli anni scrive anche testi di filosofia e teologia. Assiste inoltre il padre negli impegni pubblici e già nell’adolescenza ricopre incarichi diplomatici presso importanti città italiane.

A vent’anni sposa la nobile romana Clarice Orsini e i Medici entrano così a far parte dell’aristocrazia italiana. Dopo pochi mesi il padre muore: Lorenzo e il fratello minore Giuliano gli succedono alla guida della famiglia e della città. Lorenzo assume il governo e si concentra sugli equilibri interni a Firenze. Attraverso un’abile trama di relazioni politiche, si assicura l’appoggio delle più influenti famiglie fiorentine. Ridimensiona inoltre il potere delle istituzioni e consolida il proprio controllo sulla città.

La situazione si mantiene stabile fino alla cosiddetta Congiura dei Pazzi. La famiglia Pazzi è rivale commerciale dei Medici e organizza l’uccisione di Lorenzo e Giuliano con l’appoggio del confinante Stato Pontificio, preoccupato della crescente forza di Firenze. L’agguato avviene durante una messa nella chiesa di Santa Maria del Fiore: Lorenzo riesce a salvarsi, ma Giuliano rimane ucciso. Lorenzo reagisce con durezza: i congiurati sono arrestati e giustiziati. Tra questi c’è anche l’arcivescovo di Pisa.

Papa Sisto IV reagisce scomunicando Lorenzo e dichiarando guerra a Firenze, appoggiato dal Re di Napoli Ferdinando I. Lorenzo risolve la crisi con il suo capolavoro politico: convince Ferdinando a sciogliere l’alleanza con lo Stato Pontificio e a legarsi a Firenze. Il Papa è isolato e deve ritirarsi. Lorenzo viene portato in trionfo dai fiorentini. Negli anni successivi tesse numerose alleanze con le altre signorie italiane e diventa il vero e proprio “ago della bilancia della politica in Italia”.

La corte di Lorenzo è un centro culturale attivissimo: accoglie i maggiori artisti, scrittori e filosofi del tempo, tra cui Michelangelo e Pico della Mirandola. Firenze è adesso il cuore del Rinascimento. L’8 aprile 1492 Lorenzo de’ Medici muore a 43 anni nella propria villa alle porte di Firenze. Per la capacità di governo e il sostegno all’arte e alla cultura, incarna più di chiunque altro l’ideale di principe rinascimentale illuminato.





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