Gli Ainu sono un popolo che vive nel nord del Giappone e nelle isole russe Kurili e Sakhalin. È un popolo di probabile origine siberiana, giunto nelle isole nipponiche intorno al 10.000 a.C. Inizialmente gli Ainu popolano anche le isole meridionali ma vengono progressivamente spinti a nord dai Giapponesi, che li disprezzano e li chiamano Ebisu, Selvaggi. Gli Ainu si ritirano quindi ad Hokkaido, l’isola giapponese più a nord, e poi nelle vicine isole russe. Durante il periodo Meiji i Giapponesi accrescono la propria presenza ad Hokkaido e dichiarano fuorilegge diverse usanze Ainu, come i tatuaggi delle donne.

In questo periodo gli Ainu si mischiano coi Giapponesi e la loro identità culturale si indebolisce. Oggi sono circa 24.000 e la loro lingua è quasi estinta, dal momento che è parlata solo dagli anziani. Soltanto negli anni 80 il governo giapponese intraprende un’opera di protezione della cultura Ainu, con il finanziamento di musei e studi sulla lingua. Gli Ainu tramandano i loro miti oralmente, in poemi epici detti “oina”. Secondo la loro mitologia, in principio esiste solo il cielo, in cui vivono dèi, demoni e animali. Sopra a tutto siede Pase Kamui, l’Essere Supremo, un venerabile vecchio che vive in una sublime dimora, cinta da mura di metallo. Sotto di lui, tra le stelle e le nuvole, abitano gli dèi e gli animali.

Infine, nelle regioni più basse del cielo, risiedono i demoni. Un giorno Pase Kamui crea un nuovo mondo, costituito solo di acqua. Questo mondo poggia sopra la schiena di un’enorme trota, che con la bocca crea le maree e muovendosi genera i maremoti. Pase Kamui però non è soddisfatto di questo mondo di sole acque. Così invia una cutrettola, un piccolo uccello, affinché crei le isole. L’uccello raccoglie della sabbia con le zampe e la compatta con la coda. Nasce la Terra. Gli animali, colpiti dalla bellezza e dall’armonia della Terra, chiedono a Pase il permesso di abitarla. L’Essere Supremo acconsente e inoltre crea un nuovo popolo: gli Ainu, cioè gli “uomini”. La loro carne è fatta di terra, i loro capelli di erba e la loro spina dorsale di rami di salice. Il nuovo mondo prende ora il nome di Ainu Moshir, “terra degli uomini”.

Pase Kamui completa l’opera inviando agli uomini il semidio Okikurumi che insegna loro ad accendere il fuoco, a cacciare e a pescare. Nel mondo che li circonda gli Ainu vedono ovunque tracce del divino. Gli animali sono divinità solo di passaggio sulla Terra e perciò gli Ainu ne hanno il massimo rispetto. Il mondo per gli Ainu è quindi un equilibrio di terreno ed ultraterreno, che gli uomini non devono turbare. Per questo motivo, non vedono loro stessi come dominatori della natura e non hanno la tendenza a indagarla e trasformarla.

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