Con il termine grano o frumento vengono genericamente indicate le piante della famiglia delle Graminacee, appartenenti al genere Triticum. Il grano è una pianta annuale dal fusto cavo, detto culmo, lungo cui si presentano nodi e internodi. La spiga, la parte terminale del fusto, produce un’infiorescenza costituita da nodi ravvicinati dai quali escono i singoli fiori. Ogni fiore ha in sé sia gli stami, gli organi maschili, che i pistilli, quelli femminili. Si parla perciò di fiori ermafroditi, che per riprodursi si autofecondano. Ciò che noi chiamiamo “chicco di grano” è il frutto. Il chicco è secco, e contiene un’alta quantità di albume farinoso, particolarmente ricco di sostanze quali amido, zuccheri e composti azotati. Il grano, e i suoi derivati, sono fra gli elementi più importanti dell’alimentazione umana. Il terreno destinato alla coltivazione del grano deve essere ben lavorato e concimato, e non ha bisogno di troppa irrigazione. La mietitura o taglio del frumento avviene d’estate, quando le spighe assumono una colorazione giallo-dorata e iniziano a seccare. La tradizione insegna che è possibile passare al raccolto verificando la maturazione dei semi con i denti. Quando sono abbastanza duri, si può procedere.

Durante il raccolto, tramite la trebbiatura, avviene la separazione dei chicchi dagli scarti: la paglia, cioè il fusto tagliato, e la pula, ovvero l'involucro che copre i chicchi. Il frumento è conosciuto fin da epoca preistorica, ed è oggi la pianta più coltivata del mondo. Le attuali colture sono il risultato di incroci tra specie differenti, al fine di ottenere rese migliori. Si sono infatti realizzate delle varietà che, per il loro breve ciclo vegetativo, possono essere coltivate anche in ambienti freddi o umidi. Dalla macinazione dei chicchi di frumento si ricava la farina per il pane e per i dolci. È anche utilizzato per la produzione di alcool, che viene ricavato per fermentazione e distillazione: è il caso del whiskey. Dai residui della macinazione si ottengono le crusche, usate per l’alimentazione del bestiame. Mentre con le foglie si fanno lavori di intreccio. La produzione mondiale di grano è andata aumentando sempre più dal secondo dopoguerra. Ciò è dovuto non tanto all’aumento delle aree coltivate, ma alla crescita della produttività. Il grano è ritenuto fondamentale per l’uomo fin dall’antichità. I Greci lo associano a una dea, Demetra, che i Romani chiamano Cerere, nome da cui deriva il termine cereali. Cerere è anche il nome che i Romani danno a quella che oggi chiamiamo costellazione della Vergine, poiché la vedono comparire nel cielo estivo, al tempo della mietitura.



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