Markus Wolf, noto come Micha Mischa, dirige il servizio segreto della Repubblica Democratica Tedesca dal secondo dopoguerra alla caduta del Muro di Berlino. In tutto questo tempo, per le agenzie di spionaggio di mezzo mondo Wolf è l’uomo senza volto. Una delle figure più enigmatiche della guerra fredda. Marcus Wolf nasce il 19 gennaio 1923 a Hechingen, nella Germania meridionale, da genitori ebrei. Il padre Friederich, membro del partito comunista tedesco, gli trasmette la passione per la politica. Il giovane Markus entra ben presto a far parte dell’organizzazione dei giovani comunisti. Con l’ascesa al potere di Hitler e l’inizio della persecuzione degli ebrei, gli Wolf si trasferiscono a Mosca. Markus impara il russo e prende il soprannome di Micha Mischa.

Nel 1939, all’età di sedici anni, ottiene i documenti d’identità sovietici. Quando nel 1941 la Germania nazista invade l’Unione Sovietica, Markus viene sfollato ad Alma Ata, in Kazakistan. Micha Mischa si iscrive al Comintern, l’internazionale comunista che sostiene il governo sovietico e favorisce la formazione di partiti comunisti in tutto il mondo. Questo è il periodo del suo addestramento: impara ad usare le armi e apprende le tecniche dello spionaggio. Al termine della Seconda Guerra Mondiale torna a Berlino dove lavora alla Radio del Popolo Tedesco, nella parte est della città. In qualità di giornalista segue il processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti. È in questa occasione che a Micha Mischa viene scattata una delle rarissime fotografie che lo ritraggono. Nel 1952 Markus Wolf viene arruolato nel servizio segreto della Germania dell’Est. E nel 1953, all’età di 30 anni, è tra i fondatori della Stasi, l’intelligence per gli affari esteri che guiderà per tutta la guerra fredda e fino al 1987. In questi anni nasce la leggenda dell’Uomo senza volto. Il mistero sulla sua identità dura fino al 1978 quando, durante una visita in Svezia, viene fotografato dai servizi segreti di quel Paese.

In oltre 30 anni di attività Micha Mischa riesce a infiltrare numerose spie nelle fila della politica, dell’economia e della cultura della Germania Ovest. Il caso più clamoroso è quello di Günter Guillaume, che dal 1969 al 1974 lavora addirittura come consigliere del cancelliere Willy Brandt. Markus Wolf è anche il teorizzatore del metodo Romeo, ovvero dell’arruolamento di spie tra giovani uomini e donne disposti a usare il sesso come arma per carpire informazioni. Marcus Wolf muore il 9 novembre del 2006. Si spegne nel sonno all’età di 83 anni, esattamente 17 anni dopo la caduta del muro di Berlino. Nel 1997, dopo la condanna a due anni da parte delle autorità tedesche per spionaggio e tradimento, scrive il libro L’uomo senza volto.

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