Letterato italiano, poeta e studioso della classicità, Leon Battista Alberti è anche teorico dell’arte e architetto. Nato il 14 febbraio 1404 a Genova, da una nobile famiglia fiorentina, studia prima a Venezia e Padova, e poi a Bologna, dove nel 1428 si laurea in diritto canonico. Già negli anni giovanili inizia a scrivere testi letterari. La sua prima opera è una commedia autobiografica, scritta in latino con tale padronanza linguistica da ingannare gli esperti dell’epoca che la credono autentica. In seguito alterna scritti in latino a componimenti in volgare. Alla morte del padre Alberti, in contrasto con il resto della famiglia, decide di intraprendere la carriera ecclesiastica. Nel 1432 è a Roma come funzionario presso il papa, lavoro che svolge per oltre trent’anni.

Tra il 1433 e il 1434 comincia la stesura del suo capolavoro: il trattato in quattro libri Della famiglia. L’autore immagina la propria famiglia riunita attorno al letto di morte del padre Lorenzo, per discutere in merito all’educazione dei figli, al matrimonio e alla vita sociale. Emerge una visione umanista, dove l’uomo è al centro del mondo e in cui la famiglia è il luogo dove realizzare la propria felicità. Al contempo inizia a dedicarsi all’architettura, e a frequentare gli ambienti umanistici legati alla Chiesa di Roma.

Nel 1434 si trasferisce a Firenze, dove conosce Brunelleschi e Donatello, e può ammirare i capolavori di Masaccio. Proprio a Brunelleschi dedica il trattato Della pittura, che contiene uno dei primi studi scientifici sulla prospettiva. La pittura non è più semplice imitazione della natura, ma rappresentazione della realtà così come la vede l’occhio umano: le figure più lontane dallo spettatore sono riprodotte in modo proporzionalmente più piccolo rispetto a quelle più vicine.

Nello stesso periodo Alberti scrive un trattato sulla scultura e un saggio in cui raccoglie le sue esperienze di architetto, sul modello del trattato De Architectura di Vitruvio. Leon Battista Alberti non dirige mai l’esecuzione dei suoi progetti: il suo interesse è soprattutto teorico e progettuale. Lo studio dei monumenti antichi lo porta a definire uno stile basato sull’armonia delle proporzioni. A Firenze, la sobrietà del suo progetto per il Palazzo Rucellai diventa un modello per le dimore signorili della città. Grandi esempi di equilibrio e proporzione sono anche il tempietto del San Sepolcro e la facciata di Santa Maria Novella, sempre a Firenze. Fra le altre opere significative dell’Alberti vi sono il Tempio Malatestiano a Rimini e le chiese di San Sebastiano e Sant’Andrea a Mantova.

Leon Battista Alberti muore a Roma il 25 aprile 1472, all’età di 68 anni. La purezza classica del suo stile influenza i successivi sviluppi dell’architettura del Rinascimento, a cominciare dalle opere del Bramante.



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