Carl Gustav Jung, psichiatra svizzero, è il fondatore della psicologia analitica. Nasce a Kesswil, in Svizzera, il 26 luglio 1875. È figlio di un pastore protestante. Dopo la laurea in medicina, lavora come ricercatore alla clinica psichiatrica di Zurigo. A 34 anni apre un ambulatorio di psichiatria a Küsnacht. Jung si interessa alla psicoanalisi, il complesso di teorie elaborate da Sigmund Freud. Tuttavia, matura convinzioni che divergono dal pensiero freudiano. La sua presa di distanza emerge nel 1912 con la pubblicazione di Trasformazioni e simboli della libido. Jung intende la libido come l’insieme delle energie psichiche, una pulsione vitale e creativa, che non si esaurisce nell’impulso sessuale. Questa concezione è ribadita nel 1917 in Psicologia dell’inconscio.

Negli anni seguenti, elabora una visione complessiva della personalità, che espone in Tipi psicologici. Jung distingue due tipologie principali. L’introverso, che rivolge le proprie pulsioni verso la vita interiore. E l’estroverso, che dirige la propria libido verso attività e oggetti esterni. Inoltre, distingue 4 orientamenti della personalità, 4 modi in cui l’uomo realizza il proprio rapporto con il mondo: pensiero, sentimento, intuizione, sensazione. I tipi psicologici sono determinati dalla combinazione di questi orientamenti. Secondo Jung, ogni individuo ha una disposizione naturale, un potenziale originario da sviluppare nel processo di individuazione. Questo processo conduce alla piena realizzazione del Sé.

Il Sé rappresenta la totalità dell’essere, che include il rapporto dialettico tra la coscienza e l’inconscio. Nell’inconscio si accumulano i pensieri, i sentimenti e le esperienze individuali che la coscienza ha escluso. Secondo Jung, però, esiste anche un inconscio collettivo, un retaggio del patrimonio storico-culturale dell’umanità. L’inconscio collettivo è ereditario. In esso si tramandano idee universali, che Jung definisce archetipi. Queste idee ricorrono nei miti, nelle forme simboliche, in ogni creazione dello spirito. Spesso affiorano nei sogni.

Jung studia i fenomeni psichici in una prospettiva ampia, collegandoli a ogni manifestazione dello spirito. Infatti i suoi scritti toccano discipline diverse, dall’alchimia ai simboli, dall’antropologia alla storia contemporanea. Questa visione dell’Uomo, inteso nella sua globalità, si riflette anche sul piano terapeutico. Invece di insistere sulla dimensione patologica, la terapia junghiana aspira ad accompagnare il paziente verso la presa di coscienza della realtà e la realizzazione del proprio progetto di vita. Dopo una vita ricca di riconoscimenti, Jung muore a 85 anni il 6 giugno 1961 nella sua casa di Küsnacht. Il Carl Gustav Jung Institut di Zurigo, fondato nel 1948, promuove la conoscenza del suo pensiero.

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