Patrice de Mac-Mahon è un generale e statista francese, presidente della Terza repubblica dal 1873 al 1879. Nasce il 13 luglio 1808 a Sully, in Francia, da una nobile famiglia di origini irlandesi. A 19 anni si diploma alla prestigiosa accademia militare di Saint Cyr. Inizia la sua carriera partecipando alla spedizione di Algeri, campagna francese per la colonizzazione dell’Algeria. Quando Napoleone III decide di affiancare la coalizione che combatte la Guerra di Crimea contro la Russia, Mac-Mahon guida l’assalto alla fortezza di Malakoff, determinante nella caduta di Sebastopoli. La presa della città segna la sconfitta della Russia.

Tornato in patria, nel 1856 viene nominato senatore. A 51 anni raggiunge l’apice della sua carriera militare: l’esercito francese è schierato al fianco di quello piemontese nella riconquista di Piemonte e Lombardia, invase dagli austriaci: Mac-Mahon guida la vittoriosa battaglia di Magenta che porta alla liberazione di Milano. Per l’impresa, viene nominato maresciallo di Francia e duca di Magenta. Nel 1864 torna ad Algeri in veste di governatore della colonia algerina: manterrà la carica per sei anni. Allo scoppio della guerra franco-prussiana, Mac-Mahon torna in patria e prende il comando di due armate. La rotta che subisce a Worth, e la sua incertezza strategica, aprono la strada alla disfatta francese a Sedan, dove il maresciallo viene fatto prigioniero insieme all’imperatore. La sconfitta segna il primo fallimento militare di Mac-Mahon, e la fine dell’Impero di Napoleone III.

Nell’instabilità seguita alla disfatta, la popolazione parigina insorge istituendo la Comune di Parigi. Mac-Mahon è a capo dell’armata di Versailles, che reprime la rivolta nel sangue. A 75 anni viene eletto presidente della Terza repubblica, che nasce sulle rovine dell’impero di Napoleone III. Monarchico e conservatore, la sua elezione riaccende le speranze di coloro che vorrebbero l’incoronazione del conte Chambord. Ma l’opportunità sfuma quando il conte si rifiuta di accettare una corona i cui poteri sarebbero limitati da un’assemblea parlamentare. Durante il mandato di Mac-Mahon, la nuova costituzione francese prende forma, e i repubblicani guadagnano sempre più potere in Parlamento.

Spinto dalle preoccupazioni dell’ala conservatrice e del clero, nel 1877 Mac-Mahon solleva dall’incarico il primo ministro Jules Simon, repubblicano. Poi, di fronte al rifiuto del Parlamento di accettare il conservatore de Broglie come nuovo primo ministro, scioglie le camere e indice nuove elezioni. La vicenda passa alla storia come il colpo di stato di maggio. Alle nuove elezioni, i repubblicani vincono con una larga maggioranza, facendo definitivamente tramontare le speranze monarchiche. Mac-Mahon si dimette nel 1879, a un anno dal termine del suo settennato. Ritiratosi a vita privata, muore il 17 ottobre 1893 a Montcresson. Ha 85 anni.

Dopo di lui, il ruolo dei presidenti francesi resterà per più di ottant’anni fortemente ridimensionato.



Join OVO
* required fields

By proceeding with the registration I declare I have read and accepted the

Join OVO
OR
SIGN UP
  •   Forgot your password?
Reset your password